La scuola Primaria: dalla I alla V classe

Il secondo settennio: un mondo bello da sperimentare.

Aula della scuola primariaNel secondo settennio il bambino ricerca il rapporto con il mondo e con chi lo abita; acquisita quindi importanza l’educazione dei sentimenti attraverso l’esperienza del bello. Nei primi tre anni di scuola sono fondamentali il ritmo e l’immaginazione, che porteranno successivamente al risveglio di un pensiero più logico. Il maestro come autorità amata diventa la porta che si affaccia sul mondo, in una relazione che muterà di pari passo ai mutamenti del bambino. Ogni classe inizia il suo percorso con un maestro che la accompagnerà, come figura di riferimento, per tutto il ciclo di 5 anni. Nel corso del tempo verrà affiancato da altri insegnanti specializzati nelle singole materie. Compiti principali del maestro di classe sono presentare le lezioni nel modo più vivo e artistico possibile e armonizzare i vari talenti e temperamenti dei ragazzi sì da suscitare simpatia, tolleranza, e senso sociale.

“Il peggio che si possa dare ai bambini
sono definizioni, concetti rigidamente limitati,
poiché questi non possono crescere,
ma il bambino cresce insieme al suo organismo.
Il bambino deve avere dei concetti plastici
che cambiano di continuo la loro forma
a mano a mano che diventa più maturo.
Concetti viventi si ottengono soltanto
se lo si introduce in quanto nel mondo
è vivente nella natura.
Egli acquista così concetti mobili
e la sua anima può crescere in un corpo
che cresce come la natura.”
— Rudolf Steiner —

L’insegnamento delle materie segue lo stesso schema per tutto il periodo scolastico.
• Ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono trattate continuativamente per più settimane, cioè a ‘epoche’, per favorire l’approfondimento. Questo facilita l’introduzione in ogni lezione di altre materie ad esse correlate: drammatizzazione, disegno, poesia…
• Dopo una pausa ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo preciso ed una pratica costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie in cui i maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia.

Le lingue straniere vengono introdotte fin dai primi anni in quanto l’impulso all’imitazione, tipico di questa età del bambino, consente una maggiore facilità di apprendimento. All’inizio l’insegnamento passa attraverso la ripetizione di filastrocche e canzoncine, per poi arrivare all’introduzione degli aspetti linguistici e grammaticali nelle classi successive.

I lavori manuali sono materia di esercitazione permanente, a iniziare dal lavoro al telaio, ai ferri e all’uncinetto per i bambini e le bambine, fino a trasformarsi in attività di ricamo, cucito e realizzazione di costumi per le recite.

La storia si affronta nei primi tre anni tramite fiabe, leggende e racconti dall’Antico Testamento. In IV Classe si passa alla mitologia nordica, in V alle prime culture orientali.

La geografia a sua volta segue un percorso che passa dall’osservazione della natura ad un approfondimento graduale che in IV Classe diventa più vicino al territorio in cui si vive, si espande in V studiando i popoli e i territori lontani per risvegliare un senso di fraternità.

Le scienze mantengono un connotato immaginativo legato al mondo della natura fino alla III Classe. Dalla IV Classe si iniziano a studiare antropologia e zoologia, dalla V botanica.

Il disegno di forme avvicina i bambini alla geometria prima ancora che sappiano usare la riga e il compasso: il bambino di I Classe traccia una forma sul foglio dopo averla prima sperimentata con il movimento del corpo.
In III Classe si introduce alla geometria, in IV si sperimentano le forme più complesse della natura, in V ci si avvicina alla geometria vera e propria.

Aritmetica e matematica, così come l‘italiano, vengono insegnate per tutto il ciclo scolastico, accompagnate da esperienze artistiche e di ritmo adatte ad ogni età specifica, con l’obbiettivo di radicare a poco a poco nel bambino e nel ragazzo il piacere di imparare, la fiducia nella comprensione, la capacità logica e il coraggio critico.

Non ci si deve chiedere: cosa deve sapere ed essere in grado di fare l’uomo per l’ordine sociale, perché questo già esiste; bensì: cosa vi è predisposto nell’essere umano e cosa può essere sviluppato in lui? In questo modo sarà possibile arricchire l’ordine sociale di forze sempre nuove provenienti dalla generazione degli adolescenti. Allora, in questo ordine ci sarà sempre la vita che gli uomini, entrati a fare parte di essa, sapranno realizzare; ma non si faccia della generazione degli adolescenti ciò che vuole l’attuale organizzazione sociale.

Rudolf Steiner

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